martedì 3 aprile 2018

Recensione "L'azione didattica come prevenzione dell'esclusione" di De Angelis (FrancoAngeli)

A partire da oggi sul blog sarà presente una nuova rubrica di recensioni, questa volta di saggistica e manualistica per la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti. Avevo già recensito alcuni saggi editi dal Centro di Formazione Lisciani (che trovate qui, qui e qui), ma d'ora in poi le recensioni di questo tipo si intensificheranno.

L'autrice, Barbara De Angelis, è docente di Pedagogia e Didattica Speciale presso l'Università degli Studi di Roma Tre.



Obiettivo del volume è parlare di inclusione come prevenzione dell'esclusione che può avvenire nei confronti delle persone con bisogni speciali di qualsiasi tipologia (di educazione, linguistica, tecnologica, di identità, di visibilità, di scaffolding). L'azione didattica che quotidianamente mettiamo in atto nelle nostre classi può davvero fare la differenza attraverso una serie di strategie e tecniche che garantiscono la buona riuscita di attività inclusive.


Tutto questo, però, non può prescindere dalla conoscenza sia normativa che pedagogica: l'insegnante deve continuamente formarsi ed è per questo che già nell'introduzione del volume troviamo un excursus teorico. I teorici di riferimento sono stati scelti perché le loro teorie ben sposano il concetto di inclusione, anche se successivo ai loro studi: con Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale riflettiamo a proposito della necessità del supporto di pari e adulti e della dimensione sociale e intersoggettiva dell'apprendimento; con Bruner e il modello psico-sociale approfondiamo le dinamiche culturali; con Gardner il concetto di intelligenze multiple viene messo in relazione con l'individualizzazione; con Claparede ritroviamo l'insegnamento "su misura" e le strategie didattiche... insomma, le più conosciute teorie dell'apprendimento sono viste alla luce della necessità di inclusione in classi come le nostre, sempre più eterogenee.

La prima parte del volume presenta la normativa di riferimento (dalla legge del 1977 con l'abolizione delle classi differenziali alla più recente circolare ministeriale del 2013 sui BES, passando per la fondamentale classificazione ICF dell'OMS). A proposito di ICF, nel testo, si affrontano anche i cambiamenti contenuti nel decreto 66 della L.107/2015 sulla certificazione e la documentazione per l'inclusione scolastica. La normativa permette di comprendere il passaggio dalla didattica speciale alla didattica inclusiva, che ha come obiettivo fondamentale quello di far raggiungere agli allievi il massimo potenziale di apprendimento e di partecipazione, attraverso individualizzazione e personalizzazione come garanzia di inclusione.
Il volume, poi, si sofferma su alcune componenti fondamentali che influenzano l'apprendimento, soprattutto quando abbiamo di fronte bambini e ragazzi con bisogni speciali: la metacognizione, la motivazione (Gardner), l'intelligenza emotiva (Goleman), l'empatia, i comportamenti problema (Gordon).

La seconda parte del testo propone alcune strategie didattiche che sono più adatte a stimolare nell'apprendimento le componenti citate prima, tra queste troviamo l'approccio metacognitivo, l'ascolto attivo, l'osservazione sistematica, la task analysis (molto interessante, a mio parere, per come viene letta alla luce dell'inclusione), il problem solving, il cooperative learning e la Gigsaw classroom. 

La terza parte del volume presenta alcuni esercizi pratici da fare con tutta la classe su attenzione, memoria, gestione delle emozioni, ascolto... insomma, tutte le componenti implicate nell'apprendimento, attraverso l'utilizzo delle strategie presentate nella seconda parte. Si tratta di esercitazioni già strutturate e quindi pronte all'uso.

Nel suo complesso un volumetto molto interessante, scorrevole alla lettura e che vuole essere utile a tutte le diverse professionalità che lavorano o lavoreranno nella scuola di ogni ordine e grado.

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