venerdì 28 agosto 2015

Fanciullezza, una poesia sull'infanzia

Tempo fa scrivevo alcune poesie, sicuramente adolescenziali. Rileggendole, ho ritrovato questa: già selezionata per la pubblicazione nell'antologia a scopo benefico Tutti i colori dei bambini, parla di infanzia e di spensieratezza.
Fa parte della raccolta che avevo pubblicato circa sei anni fa (una vita fa, potrei dire):

 

FANCIULLEZZA
 
Gioivo del non sapere e mi rallegravo d’essere.
Felice è il momento di eterna fanciullezza,
che mai si accorge del tempo che passa,
finché non è passato
e assapora ogni istante come se fosse eterno
e non sente lo scorrere lento della sabbia nella clessidra,
ma solo lungo il mare.
E notare piccole cose.
E fiumi con ciottoli chiari e passeggiate tra i fiori.
E stupirsi ancora dei colori e di fiori e di campi di grano.
E ammutolire di fronte alle ali di una farfalla.
Ogni istante continua ricerca.
Curiosità perenne. 
Ogni istante eterna armonia.
Felicità. 
Gioivo del non sapere e mi rallegravo d’essere.
Fanciullezza.
Tra respiri leggeri e campi di grano.
E papaveri rossi
e fiorellini gialli
e mosche
e foglie dai colori accesi.
E l’estate e il sole sulla pelle e le corse e le fantasie.
Ogni cosa diventa magia.
Felice è il momento di eterna fanciullezza,
che mai si accorge del tempo che passa,
finché non è passato
e assapora ogni istante come se fosse eterno
e non sente lo scorrere lento della sabbia nella clessidra,
ma solo lungo il mare.
E giochi sulla spiaggia
e favole la sera 
e profumi di magiche speranze.
E odore di vita.
Felicità.
In ogni istante eterna armonia.
Nel tempo in cui gioivo del non sapere e mi rallegravo d’essere.
 
"Pagine di sabbia" è una vecchia raccolta di poesie, quasi sicuramente fuori commercio, se non presso l'editore.
 
La ricerca di sé e della verità, la solitudine, i vagabondaggi dell’anima, le attese, le illusioni, la vita, la morte, i silenzi, le albe, i tramonti, le paure, gli addii, i risvegli, i sospiri, le emozioni, i tempi dell’uomo, gli egoismi, i conformismi, le metamorfosi, la caducità, gli orizzonti, l’essere umano che mostra i suoi limiti come individuo e come collettività. Semplicemente… deliri quotidiani discreti e indiscreti.


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