sabato 9 maggio 2015

5 dritte per organizzare lo spazio in aula al meglio

Organizzare lo spazio in aula.
Aule sempre più fatiscenti? Banchi e sedie un po' alti e un po' bassi? Scaffali di cent'anni fa? La nostra scuola, spesso, cade a pezzi, ma nel nostro piccolo noi insegnanti possiamo fare miracoli, anche solo riorganizzando lo spazio in funzione della didattica. Un ambiente confortevole, pulito, non troppo carico, farà sì che l'apprendimento dei nostri strudenti sia più efficace (ma di questo vi parlerò dettagliatamente in un altro momento).
In questo articolo, invece, voglio illustrarvi alcune possibilità di disposizione e organizzazione dei banchi nelle aule, facendo riferimento man mano alla logica, alla metodologia che ci sta dietro; in particolare farò riferimento alla scuola primaria, anche se alcuni consigli possono essere estesi con successo ad altri ordini di scuola.

1. UNA DISPOSIZIONE FLESSIBILE: flessibiltà è la parola d'ordine. I banchi devono potersi spostare, dobbiamo poterli mettere da parte per fare un'attività al centro dell'aula o per dedicarci a un circle time particolarmente lungo; dobbiamo poterli mettere a isole per lavorare in gruppo; dobbiamo poterli lasciare frontali, per permettere di seguire meglio una spiegazione; possiamo metterli a ferro di cavallo se la discussione è alla base del nostro modo di insegnare. Se la sicurezza lo permette (bisogna chiedere ai responsabili della sicurezza, per adeguarsi all'aula in cui ci so trova), spostare i banchi tutte le volte che ci serve sarà utilissimo, sia per rendere il processo di insegnamento/apprendimento più efficace sia per dare ai bambini e ai ragazzi quel cambiamento che a loro serve per attivarsi e seguire con piacere una nuova attività.

2. I BANCHI "FRONTALI": mettere i banchi in modo frontale è forse la pratica più diffusa nella scuola italiana. Per questioni di spazio (spesso le aule sono superaffollate) o semplicemente per comodità, questa è la scelta preponderante. Permette di vedere bene davanti a sè gli studenti (così si crede, in realtà chissà cosa succede in fondo alla stanza), di avere un contatto visivo con loro, di fare lezione senza affaticarsi troppo, comodamente seduti alla propria scrivaria (cattedra). Che dire... come si sarà capito io non sono una fan di questa disposizione: sicuramente utile in alcuni momenti di spiegazione, deve essere usata alla bisogna. Non mi piace un'aula in cui viene utilizzata di default.

3. IL FERRO DI CAVALLO: sistema comodo per vedere tutti gli studenti ma permettere anche a loro di vedersi. Amo particolarmente questa disposizione, che a mio parere dovrebbe essere quella base, da cui partire spostando i banchi in altro modo se ce n'è bisogno. Il ferro di cavallo, nelle aule dove lo spazio lo permette, è utilissimo per le lezioni cosiddette "frontali", ovvero la spiegazione da parte dell'insegnante, ma consente anche di fare conversazioni. Per chi utilizza spesso la metodologia attiva della discussione, questa disposizione è comodissima: si può rimanere seduti, ma si riesce a vedersi tutti in volto. Mi piace, mi piace, mi piace. Se lo spazio è poco si può raggiungere il compromesso di inserire uno o due banchi al centro, ma sarebbe ancora meglio spostare la cattedra al centro, in avanti, a chiudere efficacemente il cerchio.

4. TANTE ISOLE: no, non stiamo parlando di geografia! La disposizione a isole, utilizzata nelle scuole estere e snobbata spesso in Italia, è l'ideale per chi utilizza il cooperative learning, l'apprendimento cooperativo. Per fare lavorare i bambini/ragazzi in gruppo, la dimensione dell'isola (quattro/cinque banchi insieme a formare un grande tavolo) è molto efficace. Certo, il metodo va applicato in classi che già sono avvezze a queste metodologie attive, altrimenti si rischia di avere più caos del solito. Un aumento del rumore, in generale, è previsto in una disposizione come questa: sarà compito dell'insegnante gestire tale rischio. Questa organizzazione permette anche all'insegnante di abbandonare la cattedra in un angolo e di sedersi ogni volta in un gruppo diverso, magari per aiutare chi fa più fatica, senza però farsi notare più di tanto.
tantissimo

5. LA POSIZIONE DELL'INSEGNANTE: qualsiasi sia la disposizione che decidete di adottare, ferma restando la possibilità di flessibilità di cui si parlava prima, la vostra posizione dirà tutto di voi agli studenti. Se deciderete di "stare in cattedra", come si suol dire, oppure girerete tra i banchi, se vi unirete a un'isola oppure chiuderete il cerchio del ferro di cavallo... insomma, queste decisioni racconteranno agli studenti, indirettamente, la vostra idea di didattica. E sicuramente, se sarete spesso in mezzo a loro, saranno più coinvolti, più attenti; non avete paura di perdere autorevolezza: non è la cattedra che comanda! Per questo io la chiamo semplicemente scrivania.

Libri di didattica

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